Pesca a bolentino: attrezzatura, montature e tecniche

9 Agosto 2021
Pesca a bolentino: attrezzatura, montature e tecniche

La pesca a bolentino può sembrare a prima vista abbastanza semplice e alla portata, ma quando ci si avvicina a questo insieme di tecniche di pesca si capisce subito che se vogliamo ambire a qualche preda più corposa, dobbiamo fare molta attenzione ai materiali che utilizziamo e alle tecniche che si devono impiegare per non tornare completamente a mani vuote.

Facciamo una panoramica con i consigli più importanti per avere delle sessioni di pescata a bolentino sempre fruttuose.

Pesca a bolentino dalla barca

Partiamo definendo brevemente questo tipo di pesca che appassiona molti. Il bolentino è un insieme di tecniche di pesca che hanno come comune denominatore quello di essere tutte effettuate dalla barca.

A seconda della profondità marina che si vuole raggiungere e della distanza percorsa per raggiungere il punto di pesca desiderato, si parla di bolentino costiero, di mezza altura (detto anche pesante) o di grande altura (detto anche di profondità). Ognuna di queste differenti versioni della tecnica di pesca necessita della propria strumentazione specifica e ha i propri segreti per essere svolta con successo durante le sessioni di pesca.

Queste tre tecniche hanno però in comune una cosa, che definisce quindi questa tipologia di pesca, riunendola sotto il nome di bolentino. Infatti, in qualsiasi caso, quello che si cala sul fondale è un terminale multiamo, cosa che porta a diverse considerazioni nella tipologia di esca, ma non solo.

Pesca bolentino montature 

Iniziamo proprio dal capitolo montature, quindi dalla composizione dei teminali che dovranno essere calati sul fondale per effettuare la pesca a bolentino a regola d'arte, e della lenza necessaria.

Partiamo proprio dal filo da pesca, che deve essere di Nylon e la cui lunghezza complessiva dovrà superare di almeno il doppio la profondità del fondale che vogliamo occupare per la pesca. Questo è necessario per avere un riempimento corretto del mulinello e soprattutto per contrastare anche l'effetto delle correnti, che in alcune zone possono essere davvero impegnative.

La trave centrale, sempre in nylon, presenta poi un piombo alla sua estremità, il cui compito è quello di stabilizzare gli ami posizionati e rendere più maneggevole e preciso il recupero.

Le esche sono invece la parte che maggiormente si differenzia in base al fondale che andiamo ad occupare e al tipo di preda che si desidera catturare con la pescata. In mare aperto, quando si parla quindi di pesca a bolentino d'altura, sia media che grande, nulla funziona meglio delle sarde, mentre se si parla di fondali poco profondi sono molto indicati i cefalopodi, proprio per il tipo di pesce che si desidera catturare.

In generale, quella dello studio delle zone è una delle attività principali da svolgere in maniera preliminare alla nostra pescata, perché ogni considerazione riguardante gli strumenti da utilizzare e le esche adatte deve essere fatta in base al tipo di fondale e di pesce da raggiungere.

Canne da pesca bolentino

Pescare a bolentino significa anche essere aiutati dalla giusta canna. Anche in questo caso le considerazioni sulle attrezzature migliori devono avvenire sulla base del fondale e delle prede.

In linea generale, parlando di una tecnica che si svolge dalla barca, si avrà bisogno di una canna da almeno 1,8 mt di lunghezza, anche se è preferibile sempre procurarsene una che superi i 2 metri e che sia costruita ad innesti, piuttosto che telescopica (per un bolentino leggero però può andare bene).

Il materiale più gettonato per le canne da bolentino è il carbonio e la fibra di vetro, che conferiscono resistenza e leggerezza all'attrezzo. Per quello che riguarda gli anelli, è consigliabile avere almeno quelli a doppio ponte, per un discorso di resistenza e surriscaldamento del filo, mentre per il bolentino pesante sono forse più indicati quelli in pietra, per una questione di sopportazione delle sollecitazioni.

Il range di potenza supportato, dato dai pesi che si possono installare sul finale, deve arrivare almeno ai 500 grammi, e tutta l'azione per il recupero della preda deve avvenire con un'azione bipartita come forza da imprimere alla canna da pesca: evitare quindi di concentrare tutto sulla punta per mantenere la resistenza della canna, soprattutto nella pesca d'altura. 

Quindi ricapitolando: canna lunga, almeno dai 2 ai 4 mt, resistente e preferibilmente ad innesti.

Tecniche di pesca bolentino e mulinelli

Una menzione la meritano anche le tecniche e i mulinelli da impiegare per la pesca a bolentino. 

Le varie tecniche sono ovviamente influenzate dalla tipologia di zona che andiamo ad occupare per la nostra pescata: sicuramente una delle tecniche che viene maggiormente utilizzata è quella della pasturazione. Questa tecnica consiste nel lanciare sul fondale un trito di pesce di scarsa qualità, contenuto in una retina: il contenuto fuoriuscirà dalla retina, attirando così varie prede.

Chiaramente quando si pesca in zone di secca, le più ambite per i pescatori assieme a quelli nelle vicinanze di qualche relitto, le tecniche saranno differenti e più attente al recupero e alla composizione dei giusti finali per attirare pesce azzurro, cernie, spigole, e talvolta anche qualche San Pietro o rana pescatrice.

A questo discorso si inserisce un altro strumento fondamentale dell'attrezzatura pesca bolentino perfetta, vale a dire il mulinello: questo deve essere solido, capiente e con bobina fissa. Deve inoltre avere un rapporto di recupero elevato, proprio perché impegnato a gestire molta lenza per raggiungere fondali, che possono arrivare anche 150/200 mt di profondità.

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