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Pesca a mosca: dove e come praticarla

22 Giugno 2021
Pesca a mosca: dove e come praticarla

La pesca con la mosca, o pesca alla mosca, è un tipo di pesca sportiva il cui nome deriva dalla tipologia di esca che si utilizza, somigliante cioè ad un insetto sulla superficie dell’acqua, una mosca appunto.

Chi la pratica è, prima che un appassionato di pesca, un vero e proprio artista. Le tecniche di lancio pesca a mosca sono, come per un golfista, il senso stesso dello sport: non è importante che la pallina vada in buca, ma piuttosto il come. 

Lo stesso vale per l’arte della pesca a mosca: la preparazione ed il lancio dell’esca valgono più del far abboccare il pesce, che per la maggior parte delle volte viene rilasciato senza provocargli alcun danno e nel pieno rispetto dell’ecosistema in cui vive.

Nella pesca a mosca infatti è comune che si frequentino zone dette “no-kill”, cioè finalizzate alla pratica di questo sport, liberando subito il pescato senza ferirlo, quindi usando ami senza ardiglione, per affinare la tecnica di lancio ed avere il piacere di vedere il pesce bollare in superficie, abboccando all’esca preparata a mano.

Attrezzatura pesca a mosca

In base a dove si decide di pescare a mosca, se quindi in acque dolci di fiumi e torrenti o se invece si pratica la pesca a mosca in lago o in mare, varia ovviamente anche l'attrezzatura. Oltre al corretto abbigliamento pesca e agli strumenti comuni di supporto (come ad esempio: coltelli da mare, forbici, reti, scatole porta-esche, bobine di filo, etc.), per la tecnica pesca a mosca non possono mancare i fondamentali:

  • esche;
  • canne da mosca;
  • mulinelli da pesca a mosca;
  • coda di topo (così viene chiamata la lenza, solo in questo tipo di pesca);
  • finali (fondamentali per i nodi pesca a mosca dove vengono agganciate le esche).

Il tipo di esca, il peso e la tipologia della coda di topo e della canna che si utilizzano sono di fondamentale importanza per la resa delle diverse tecniche di lancio ed il tipo di acque in cui si pratica la pesca. 

Se si pratica la pesca a mosca in torrente è consigliabile scegliere di adoperare un’esca più pesante, che cada in profondità nell’acqua. Alcuni pesci di fiume, infatti, si nutrono di pesci più piccoli o gamberetti presenti nel fondale o delle larve degli insetti che crescono in acqua, nascosti tra sassi e alghe, al riparo della loro protezione dalla quale si libreranno soltanto una volta pronti per volare in superficie. 

L’esca artificiale può essere ovviamente comprata in negozi che trattano questo sport, oppure, con molta più soddisfazione, può essere costruita a mano. Nel caso di pesca no-kill, si dovrà scegliere un amo senza ardiglione, quindi solo con lo spillo ricurvo senza uncino, al quale infilare una pallina di tungsteno (chiamata ninfa) e alcuni ciuffi di pelliccia di animale selvatico o di piume di fagiano, avvolti da del filo piombato che assicura la caduta in profondità dell’esca.

La mosca secca invece, si usa quando il pesce si nutre di insetti in superficie, posati sullo specchio d’acqua, come nella pesca a mosca in laghetto. È un’esca di dimensioni medio-piccole, estremamente galleggiante, che consente di vedere la bollata del pesce, la sua risalita in superficie per abboccare all’amo.

Di canne da pesca alla mosca ce ne sono di varie lunghezze e materiali, generalmente se ne trovano in legno, bambù, fibra di vetro e grafite, secondo la tecnica che si vuole adottare per il tipo di lancio. La scelta del tipo di canna e di mulinello devono essere compatibili con il tipo di coda di topo che si sceglie di utilizzare e devono inoltre essere a supporto del lancio.

La coda di topo è il tipo di lenza, in fibra sintetica, che si utilizza esclusivamente per pescare a mosca. Utilizzando esche particolarmente leggere per questo tipo di pesca, è importante che la lenza sia più pensate della altre comuni di nylon, perché è quella che determina la carica nel lancio. 

La sua carica è indicata da numeri che vanno da 2 a 10, fino ad arrivare a 14 per la pesca in mare. Per la pesca in acque dolci bastano code più leggere, quindi si sceglieranno code con i numeri più bassi indicati (da 3 a 6). Si dovrà porre attenzione anche alla canna da pesca che si utilizza, perché dev’essere adatta a supportare il peso della coda e della sua carica nel lancio. 

Alla fine della coda si annoda il finale, uno spago di nylon al quale a sua volta si aggancia l’esca. 
La coda di topo può essere di due tipi

  • coda WF (Weight Forward);
  • coda DT (Double Taper).

La coda WF è consigliata per i principianti che si approcciano a questo tipo di pesca perché, essendo più pesante al finale (come indica il nome, che significa “peso in avanti”), rende il lancio più penetrante e di più facile resa, abbassando la percentuale di errore. La bobina di coda che si compra ha solitamente una targhetta che contraddistingue l’inizio da avvolgere al mulinello e uno alla fine dove segnala di annodare il finale per l’esca.

La coda DT invece è più delicata, adatta a pesche leggere, di superficie e ad una tecnica di lanci più veloci. Si presenta asimmetrica, cioè inizio e fine hanno lo stesso profilo mentre al centro è più spessa. Questo tipo di coda, come indica il suo nome, può essere utilizzato due volte: quando la parte finale della coda si usura, può essere riavvolta e riutilizzata dall'altra parte. 

Entrambe le code poi hanno vari livelli di peso, secondo quanto galleggiano o affondano. Sono classificate come “floating”, “intermediate” o “sinking”, cioè galleggianti, intermedie o affondanti. Ovviamente le “floating” sono consigliate per la pesca a mosca secca, mentre le altre per le pesche in acque più o meno profonde.

Le code più affondanti, quindi con mulinelli di conseguenza più pesanti, sono consigliate per la pesca a mosca in mare dove sono richiesti lanci più lunghi, canne più resistenti ed esche piombate per la pesca in profondità.

Abbigliamento pesca a mosca

Per la pesca in torrenti e fiumi si deve considerare che ci si immergerà dalle cosce alla vita, in acque tranquille e non rischiose. Sono quindi necessari:

  • degli stivali waders o cosciali impermeabili;
  • degli stivali trampolieri con bretelle, nel caso di acque più profonde;
  • gilet da wading multi-tasche per avere tutto a portata di mano;
  • giacche da pesca anti-acqua.

Non resta che immergersi nella natura ed aspettare, tra un lancio e l'altro, che qualcuno abbocchi!

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